BCE: semplificare mantenendo la qualità dei dati
La banca centrale chiede cautela sul pacchetto Omnibus
20 maggio 2025 - La Banca Centrale Europea ha pubblicato il proprio parere sulle proposte di revisione della Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD, e della Corporate Sustainability Due Diligence Directive, CSDDD, nell’ambito del pacchetto normativo Omnibus promosso dalla Commissione Europea.
L’intento della Commissione è quello di alleggerire gli oneri burocratici legati alla rendicontazione Esg per le imprese, ma la Bce richiama alla necessità di equilibrio: semplificare sì, ma senza compromettere la qualità e l’affidabilità delle informazioni, fondamentali per la stabilità finanziaria e per una politica monetaria efficace.
Nel suo parere, la Bce riconosce l’importanza di rendere il sistema di reporting più snello e accessibile, soprattutto per le imprese più piccole, ma esprime una riserva decisa sulla proposta di elevare la soglia dimensionale per gli obblighi di rendicontazione.
In particolare, viene giudicato eccessivo l’esclusione delle imprese con meno di 1.000 dipendenti dal perimetro della CSRD; la Banca propone di includere le cosiddette medio-grandi, cioè quelle con un organico compreso tra 500 e 1.000 dipendenti, introducendo per loro standard semplificati ma comunque strutturati, in grado di garantire una base informativa comparabile e utile al sistema finanziario.
Attenzione particolare è dedicata al settore bancario: la BCE sottolinea l’importanza che tutte le banche significative, a prescindere dalla loro dimensione, restino soggette agli obblighi di rendicontazione, solo così sarà possibile monitorare in modo adeguato l’esposizione del settore finanziario ai rischi ESG, un elemento considerato strategico non solo per la supervisione prudenziale, ma anche per le decisioni di politica economica e finanziaria.
Altro tema critico riguarda la revisione delle informazioni: sebbene la Commissione proponga di eliminare il requisito dell’assurance ragionevole per adottare un approccio meno oneroso, la Bce mette in guardia dal rischio di un abbassamento eccessivo del livello di affidabilità; piuttosto che rinunciare a strumenti di verifica più robusti, l'istituto centrale auspica che si continui a sviluppare standard adeguati e che vengano rese disponibili quanto prima linee guida chiare e operative, per accompagnare le imprese nel percorso di adattamento.
Per quanto concerne invece la direttiva sulla Due Diligence, il focus si sposta sui piani di transizione climatica: la Bce ritiene che debbano rimanere un requisito centrale per le imprese soggette alla direttiva, rappresentando una leva fondamentale per garantire trasparenza, continuità e tracciabilità dell’azione aziendale in ottica sostenibile. Questi piani, se ben strutturati, offrono informazioni preziose non solo per gli investitori, ma anche per i regolatori e le autorità di vigilanza.
In conclusione, il messaggio della banca è chiaro: la semplificazione è un obiettivo legittimo, ma deve essere attuata con attenzione per non svuotare di contenuto le politiche di sostenibilità.
Bce invita le istituzioni europee a raggiungere un accordo legislativo entro la fine del 2025 e a garantire una trasposizione nazionale puntuale; le imprese, infatti, hanno bisogno di certezze normative per pianificare la propria strategia Esg in modo efficace e coerente con le aspettative del mercato e dei regolatori.
Gaia Fragomeno
